Castello Visconteo

Il Castello Visconteo di Trezzo sorge su un promontorio circondato su due lati dall’ansa del fiume Adda, con una torre quadrata alta 42 metri a proteggerne il terzo lato.

Castello Visconteo e fiume Adda, Trezzo sull'Adda.

Un simbolo dell’Alta Martesana

Simbolo indiscusso di Trezzo sull’Adda e autentico gioiello dell’Alta Martesana, il Castello Visconteo è una delle testimonianze più affascinanti della storia medievale lombarda. È collocato in posizione scenografica e strategica, affacciato su tre lati sul fiume Adda.

La sua posizione non è casuale: i costruttori lo scelsero per controllare un importante punto di attraversamento del fiume, dove un tempo sorgeva un ponte fortificato a campata unica, lungo oltre 70 metri e alto 25. Per l’epoca, era un’opera ingegneristica straordinaria, articolata su due livelli per separare il traffico di carri e pedoni.

Castello Visconteo, Trezzo sull'Adda.

Dalle origini longobarde ai fasti viscontei

La prima fortificazione in quest’area risale, secondo la tradizione, all’epoca longobarda, forse voluta dalla regina Teodolinda. In seguito, il castello passò sotto il controllo dell’imperatore Federico Barbarossa, che nel 1158 ne ordinò l’ampliamento e la fortificazione. Dopo la sua cacciata, i milanesi smantellarono le strutture, che i Visconti, rivali dei Torriani, ricostruirono in seguito.

L’impianto attuale risale al 1360, quando Bernabò Visconti, signore di Milano, decise di edificare un castello imponente, trasformando l’intero promontorio in una residenza signorile fortificata. Bernabò lo usò come residenza di caccia, ma nel 1385 vi trovò anche la sua fine: il nipote Gian Galeazzo lo imprigionò e fece uccidere.

Terrazza del castello Visconteo, Trezzo sull'Adda.

Assedi, colpi di scena e declino

Nel 1404 Paolo Colleoni, padre del celebre Bartolomeo, espugnò il castello con l’aiuto di alcuni parenti, forse travestiti da venditori di vino. Secondo il racconto popolare, i Colleoni scalarono le mura durante una rivolta dei prigionieri e si insediarono nella rocca. Tuttavia, i suoi familiari assassinarono Paolo durante una partita a dama.

Il condottiero Carmagnola riconquistò il castello e ne distrusse il ponte. Da quel momento iniziò il declino della fortezza: l’esercito la trasformò in una caserma militare e, nel XIX secolo, smantellò alcune sue parti per ricavarne materiali destinati alla costruzione dell’Arena Civica di Milano.

Rovine del castello Visconteo, Trezzo sull'Adda.

Curiosità e leggende

Il Castello Visconteo di Trezzo è avvolto da numerose leggende e misteri che affascinano da secoli studiosi e visitatori:

  • Il tesoro di Federico Barbarossa: si racconta che il suo leggendario bottino sia nascosto nel parco che circonda il castello.
  • La maledizione di Bernabò: secondo la leggenda, il crudele Bernabò Visconti fece uccidere molte delle sue amanti tra queste mura, e fece rinchiudere una delle sue figlie, colpevole d’essersi innamorata di uno stalliere, in un pozzo colmo di lame.
  • Il cavaliere fantasma: durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni soldati tedeschi accampati sotto la torre affermarono di aver sognato, nella stessa notte, un cavaliere in armatura che li invitava a un banchetto nel castello.
  • Dopo l’assassinio di Paolo Colleoni, i suoi parenti imprigionarono la moglie Riccadonna nella rocca, dove pare abbia vissuto a lungo come reclusa.
Pozzo e mura del castello Visconteo, Trezzo sull'Adda.
Castello Visconteo, Trezzo sull'Adda.

Fonti: Wikipedia, Gite in lombardia, Adda insieme

Fonti immagini: Pro Loco Trezzo sull’Adda, Preboggion, Orobie, Prima la Martesana